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    Il marchio DJI si è fatto largo nel mondo della fotografia, e in particolare in quella branca della fotografia che utilizza i droni, in tempi recenti. La diffusione della tecnologia che è a bordo di un drone ha reso questi dispositivi sempre più di uso comune. Al punto che non sono più soltanto i fotografi specializzati a guidare un drone, ma anche semplici appassionati.

    Storia di DJI

    L’azienda DJI - o per meglio dire, Hong Kong Dajiang Innovation Technology Co. Ltd. - è stata fondata nel 2006, a Shenzen in Cina, ad opera di Frank Wang Tao. All’epoca ancora studente, neanche troppo brillante, della University of Science & Technology di Hong Kong, Tao mette a punto un sistema di volo automatico per elicotteri radiocomandati. L’esperimento, in realtà, non ha successo, ma la strada è ormai tracciata. Dopo il supporto del professore Li Zexiang, Tao inizia a vendere le centraline tramite internet.

    I primi successi di DJI

    La vera svolta, tuttavia, è nel 2009. Frank Wang Tao, ancora insieme al professore Li Zaxiang, riescono a mettere a punto un elicottero radiocomandato, che raggiunge automaticamente la vetta dell’Everest e, nel frattempo, scatta e invia immagini a terra. Grazie a questa esperienza, l’azienda inizia a commercializzare il DJI Ace One, un elicottero radiocomandato. La tecnologia impiegata in questo drone, alla diffusione dei multirotore, viene trasferita su Wookong M, che in breve diventa un riferimento fra i droni. Un successo confermato dal DJI Naza, che aiuta ulteriormente a incrementare le vendite.

    L’anno della consacrazione per DJI

    Il 2012 è l’anno della consacrazione per DJI. In quell’anno, infatti, l’azienda cinese commercializza anche il suo primo gimbal. Alla fine di quello stesso anno, poi, esce il primo DJI Phantom. Una vera e propria rivoluzione nel modo di concepire un drone, che consacra l’azienda come principale produttore di droni fotografici. Negli anni successivi, dji ammoderna costantemente i propri modelli con il DJI Phantom 2, il DJI Phantom 3 e il DJI Phantom 4. Nell’ultimo periodo, l’azienda ha introdotto una nuova linea di droni, con il DJI Mavic Pro, il DJI Spreading Wings e il DJI Inspire.

    La fotografia aerea prima dei droni

    Prima della diffusione dei droni, in realtà, la fotografia aerea già esisteva. Tuttavia era riservata a pochi professionisti specializzati e, in alcuni casi, per fini bellici. La più semplice delle tecnologie impiegate per la fotografia aerea è stata quella legata ai muscoli dell’uomo. Nel senso che, in assenza di droni, erano gli uomini stessi a scalare edifici o montagne per ritrarre il soggetto da grande altezza. Via via che il progresso tecnologico ha consentito all’uomo di raggiungere altitudini maggiori, la fotografia aerea è cresciuta di pari passo. Dalle mongolfiere e i dirigibili, fino ad arrivare agli aerei. E, poiché avere fotografie da grandi altezze costituisce un considerevole vantaggio strategico, le foto aeree si sono diffuse in particolare in ambito militare. Non sempre dietro la macchina da presa, tuttavia, vi è l’uomo. In alcuni casi, ci si è serviti degli aquiloni, in altri addirittura di piccioni.

    Nulla, però, in confronto a quanto è avvenuto dalla diffusione dei droni fotografici. Anche questa tecnologia si è diffusa, come avviene spesso, in ambito militare. L’indiscutibile fascino che esercitano le fotografie dall’alto, e la semplificazione delle tecnologie, hanno tuttavia diffuso i droni anche in ambito civile. E se in un primo momento erano i fotografi professionisti gli unici a potersi permettere questo genere di dispositivi, il calo dei prezzi ha oggi concesso a tutti la possibilità di acquistarne uno.

    DJI, la crescita del mercato dei droni

    In un mercato dove la domanda cresce sempre più, come quello dei droni, si sono andati affermando sempre più dei veri e propri colossi. È il caso di DJI, che dalla propria fondazione nel 2006, ha registrato una crescita vertiginosa dei fatturati. In soli dieci anni, l’azienda cinese si è affermato come leader mondiale del settore, vendendo ogni anno decine di migliaia di droni. Secondo le stime, già alla fine del 2015 l’azienda aveva un valore stimato di circa 10 miliardi di dollari. Numeri destinati a crescere ulteriormente, visti i volumi di vendita dei droni.

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Droni ed accessori

I droni fanno ormai stabilmente parte del corredo di un buon fotografo, come dell’appassionato di fotografia. La facilità di manovra di un moderno drone, l’ottima resa fotografica di un drone con telecamera e la possibilità di realizzare inquadrature molto impattanti, sono gli elementi essenziali di questo successo. Inoltre, a mano a mano che lo...

I droni fanno ormai stabilmente parte del corredo di un buon fotografo, come dell’appassionato di fotografia. La facilità di manovra di un moderno drone, l’ottima resa fotografica di un drone con telecamera e la possibilità di realizzare inquadrature molto impattanti, sono gli elementi essenziali di questo successo. Inoltre, a mano a mano che lo sviluppo procede, consentendo di ottenere sempre più mini droni o, addirittura, micro droni e nano drone, l’acquisto di un drone economico diventa sempre più alla portata di tutti.

Che cos’è un drone?

Oggigiorno siamo abituati a vedere i droni durante manifestazioni e in altre circostanze dove un occhio dall’alto è necessario. Effettivamente, però, cos’è un drone? Tecnicamente, i droni sono velivoli, senza pilota a bordo, telecomandati in remoto. Il loro nome deriva dall’inglese drone, che sta a indicare il fuco, e risalirebbe addirittura a circa un secolo fa. La scelta di questo nome, con ogni probabilità, è dovuta al fatto che il ronzio emesso dai rotori di un drone ricorda proprio quello del maschio dell’ape.

La loro storia, al contrario di quel che si potrebbe credere, è infatti abbastanza lunga. L’esigenza di velivoli senza pilota, in grado compiere missioni di spionaggio e controllo, ovviamente è sentita particolarmente, soprattutto in ambito militare e di polizia. Ed è proprio in questi ambiti, che i droni per riprese aeree hanno preso a svilupparsi con maggiore impulso.

Droni: la storia della fotografia aerea

Prima dei droni con telecamere certamente esisteva già la fotografia aerea. Il sistema più semplice, ed economico, era certamente quello di guadagnare grandi altezze: da un campanile o da un’altura, il fotografo poteva assolvere alla funzione dei droni camera. Ciononostante, questa soluzione ancora non offriva le possibilità di manovra che sono proprie, per esempio, di un drone telecomandato.

Pertanto, la soluzione successiva è stata quella di impiegare velivoli in grado di raggiungere altitudini maggiori. Dalle mongolfiere ai dirigibili, per approdare agli aeroplani e agli elicotteri. Come è facile intuire questa soluzione, a differenza di un qualsiasi drone con videocamera, si rivela estremamente dispendiosa poiché contempla anche i costi di noleggio del velivolo stesso.

Per questa ragione, i droni con telecamera hanno quasi da subito riscosso grande interesse fra i fotografi e i videomaker. E, a mano a mano che questo interesse è andato crescendo, sul mercato sono sbarcati sempre più droni professionali. Cioè, non più semplici droni radiocomandati, ma droni concepiti appositamente come droni per riprese aeree. Ciò, ovviamente, a beneficio non soltanto di una maggiore semplicità di pilotaggio, ma anche di un migliore qualità delle immagini realizzate.

Tipologie di droni

I droni disponibili sul mercato si differenziano sotto diversi aspetti. La prima e più elementare distinzione risiede nella dotazione di una telecamera. A questo proposito, infatti, esistono veri e propri droni fotografici, che sono già dotati di una telecamera solitamente in grado sia di scattare fotografie, che di girare video. Ovviamente, a seconda di quanto sia un drone professionale si avrà una qualità dell’immagine superiore. Un’altra categoria, invece, è quella dei droni senza fotocamera. Parliamo, pertanto, di droni per GoPro o actioncam similari. Oppure di drone per reflex, cioè di un droni in grado di trasportare una reflex. In questo caso, però, è evidente che parliamo già di un drone professionale, destinato a un’utenza avanzata.

I droni per numero di rotori

Un’altra distinzione che è possibile fare sui tipi di drone riguarda il numero di pale di cui essi sono dotati. Qui il panorama dei droni è estremamente vasto, non solo perché può variare il numero di rotori, ma anche perché può cambiare la disposizione che essi hanno. Il più semplice dei droni, chiaramente, è quello dotato di un singolo rotore. In questo caso, siamo nell’ambito dei nano droni, dei micro droni e dei mini droni. Si tratta, chiaramente di droni estremamente semplici, pensati più per svago che non per un reale utilizzo in campo fotografico.

Salendo di livello, poi, incontriamo i droni a tre rotori. Si tratta di una soluzione sicuramente più stabile rispetto alla precedente, che presenta anche ottime prestazioni in termini di velocità. Quella del drone veloce è una caratteristica che potrebbe rivelarsi utile al fotografo e al videomaker in determinate situazioni, come per esempio una manifestazione sportiva.

Salendo ancora, poi, troviamo i droni quadricotteri, che rappresentano una delle soluzioni più adottate sul mercato. Un drone quadricottero, infatti, presenta ottime capacità di stabilizzazione, in virtù dei rotori controrotanti. Inoltre, la maggiore potenza consente di sollevare anche maggiori carichi. Tradotto, significa macchine fotografiche di maggiore qualità, che consentono fotografie e riprese migliori.

Giungendo, infine, nell’ambito dei droni professionali incontriamo il drone esacottero e il drone ottacottero. È evidente che, sia nella versione a sei rotori, che a quella a otto, l’immagine beneficerà di maggiore stabilità. Tanto a basse altitudini, quanto ad alte, dove le correnti sono più forti. Inoltre, com’è evidente, la maggior forza conferita dai motori consentono di sollevare attrezzature fotografiche ancora più professionali, per una qualità di immagine che può essere persino cinematografica.

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