Fotocamera Olympus OM-D E-M5 Mark II Body solo corpo Silver

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Fotocamera Olympus OM-D E-M5 Mark II Body Silver

La qualità del corpo della prima E-M5 era già ottima, ma la mark II è di un livello ancora superiore. Rimane ampio l’utilizzo di parti in metallo e la tropicalizzazione per resistere a polvere, schizzi d’acqua e temperature rigide, ma la robustezza sembra perfino migliore.

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Dettagli

Fotocamera Olympus OM-D E-M5 Mark II Body Silver

La qualità del corpo della prima E-M5 era già ottima, ma la mark II è di un livello ancora superiore. Rimane ampio l’utilizzo di parti in metallo e la tropicalizzazione per resistere a polvere, schizzi d’acqua e temperature rigide, ma la robustezza sembra perfino migliore. Inoltre, pur sembrando apparentemente simile l’impugnatura, l’ergonomia è più soddisfacente grazie ad un profilo che segue meglio la mano e ad un appoggio posteriore per il pollice più ampio e sporgente. Ci sono appena un paio di millimetri in più nello spessore del corpo in corrispondenza dell’impugnatura, ma la differenza in termini di comodità è immediatamente percepibile. Io l’ho provata con l’ottimo obiettivo 12–40mm f/2,8 Pro, ovvero il kit più pregiato, e risulta perfettamente usabile anche se la lente è molto grande. Certo il peso è un po’ sbilanciato in avanti, ma la buona presa bilancia adeguatamente lo scotto.

Come per la E-M5 è stata comunque prevista tra gli accessori una impugnatura aggiuntiva (HLD–8G) che la rende ancora più comoda e meglio utilizzabile con gli obiettivi ampi e pesanti della serie Pro. Su questo accessorio si nota l’unica caduta di stile di Olympus, che parlando di design è riuscita davvero ad accellere con la E-M5 II. Mi riferisco al fatto che la HLD–8G è interamente nera e si abbina male con la fotocamera silver. Si tratta di un dettaglio, peraltro già riscontrabile nel primo modello, ma vista la bellezza della E-M5 II nella versione argento sembra quasi un sacrilegio.

Display e Mirino

Per quanto riguarda il display ci sono tre importanti migliorie nella E-M5 II, più una quarta a livello software. Per prima cosa la cerniera è stata spostata sul lato sinistro così da poter orientare lo schermo in ogni direzione, compreso il ribaltamento completo per i selfie. Può sembrare un cambiamento minore, ma amplifica drasticamente le possibilità creative e risulta molto più comodo da usare. Inoltre così si può chiudere lo schermo ribaltandolo verso l’interno, posizione utile per proteggerlo durante il trasporto o quando si vuole utilizzare solo il mirino risparmiando batteria. Il pannello è un LCD invece del precedente OLED ed offre una resa cromatica più affidabile oltre a possedere una maggiore definizione di 1 milione di punti (prima erano 610.000). Oltre alle migliorie hardware il software di controllo è stato implementato per sfruttare di più il touch, che nella precedente E-M5 serviva solo per il tap-to-focus (funzione presente anche qui).

Se il display ha subito alcuni miglioramenti, il mirino è stato completamente riprogettato. Non soltanto offre una visione più ampia rispetto quello della E-M5 (ingrandimento dello 0,74x contro 0,57x), ma la risoluzione è salita da 1,44 a ben 2,36 milioni di punti. Entrambi i cambiamenti sono evidenti ad un primo sguardo, in particolare la maggiore dimensione, che offre una vista decisamente più confortevole (come nella top di gamma E-M1). Inoltre è stata introdotta la funzione “Adaptive Viewfinder Brightness”, che adatta la luminosità del mirino automaticamente in base alla luce dell’ambiente per mantenere sempre confortevole la visione. Ulteriore accorgimento software è stato adottato nel passaggio automatico tra display e mirino, che avviene grazie ad un sensore di prossimità che rileva l’avvicinamento dell’occhio. Quando lo schermo è aperto il sensore viene infatti temporaneamente disattivato, in modo da non spegnere involontariamente il display avvicinando la fotocamera al corpo (posizione usuale quando si inquadra da mezzo busto).

Controlli, Impostazioni, Menu

Guardando l’area superiore della E-M5 II si capisce immediatamente il passo in avanti rispetto il modello che la precede. Sulla sinistra c’è la ghiera dei modi di scatto che è più ampia e comoda da usare e guadagna un pulsante centrale di blocco per evitare spostamenti accidentali. Oltre ai metodi P, A, S ed M abbiamo l’intelligent Auto, gli effetti creativi Art, le scene e il modo dedicato al video. Di fianco si vede la levetta di accensione On/Off, molto più comoda da azionare rispetto a quella precedente posizionata in basso sul retro. Nell’area destra ci sono le due ghiere per i parametri, le quali non hanno più quel fastidioso ridardo tra il “clic” e l’azione, risultando più precise e rapide nell’utilizzo. Inoltre quella posteriore si trova ora in posizione perfetta per il pollice, mentre nel modello precedente era molto più a sinistra e stranamente lontana. Infine ci sono quattro tasti, tre Fn personalizzabili più quello per la registrazione video. Anche in questo caso si tratta di un aggiornamento importante perché nella prima E-M5 c’erano solo due tasti ed uno solo era programmabile dall’utente. Di base Fn2 attiva il recupero di luci/ombre, Fn3 il Pannello di controllo Super (che analizzeremo più avanti) ed Fn4 l’HDR. Da notare che Fn2 nasconde in realtà un menu multi-funzione, perché tenendolo premuto e ruotando la ghiera posteriore si può scegliere tra: ombre/luci, creatore colore (che è un Picture Style personalizzabile al volo), ingrandisci e aspetto immagine. I più attenti a questo punto si staranno chiedendo che fine ha fatto Fn1 e la risposta arriverà tra poco.