Patentino drone: facciamo chiarezza sul brevetto pilotaggio droni

Patentino drone: facciamo chiarezza sul brevetto pilotaggio droni

Si stima che, al momento, volino nei cieli italiani circa 70 mila droni. Un numero spropositato di oggetti volanti, che, se non attentamente regolamentati, rischiano di mettere a repentaglio la sicurezza di tutti. Per questa ragione, almeno in alcune circostanze, è stato previsto un apposito Attestato di Pilota di APR. Si tratta di una patente per droni, che autorizza al pilotaggio dei proprio modello di drone. Scopriamo quali categorie di droni sono soggette all’obbligo di Attestato.

Il Regolamento mezzi aerei a pilotaggio remoto

patente drone

La normativa attualmente in vigore è il Regolamento mezzi aerei a pilotaggio remoto, l’ultimo aggiornamento del quale risale al 21 maggio 2018, dell’Ente nazionale Aviazione Civile. Il primo aspetto su cui si concentra il Regolamento riguarda proprio la categoria del velivolo. È questo aspetto, almeno in prima istanza, a stabilire la necessità del patentino drone. A questo proposito, dunque, prima di ogni altra considerazione, occorre definire le tipologie di velivoli. In particolare, nel linguaggio aeronautico non si dovrebbe parlare di droni, bensì di aeromodello o sistema aeromobile a pilotaggio remoto. Vediamoli nel dettaglio ognuno e le differenze fra essi.

Definizione di aeromodello e di sistema aeromobile a pilotaggio remoto

Secondo il Regolamento, in particolare all’Articolo 5, si definiscono aeromodelli quei «dispositivi aerei a pilotaggio remoto, senza persone a bordo, impiegato esclusivamente per scopi ricreativi, non dotato di equipaggiamenti che ne permettano un volo autonomo, e che vola sotto il controllo visivo diretto e costante dell’aeromodellista, senza l’ausilio di aiuti visivi». Agli aeromodelli, poi, si possono aggiungere anche gli aeromodelli a pilotaggio remoto, in breve APR, che indicano i «mezzi aerei a pilotaggio remoto senza persone a bordo, non utilizzato per fini ricreativi e sportivi».

Sempre all’articolo 5 del Regolamento, sono definiti anche i sistemi aeromobile a pilotaggio remoto, in breve SAPR, come un «sistema costituito da un mezzo aereo (aeromodello a pilotaggio remoto) senza persone a bordo, utilizzato per fini diversi da quelli ricreativi e sportivi, e dai relativi componenti necessari per il controllo a comando (stazione di controllo) da parte di un pilota remoto».

La differenza fra gli aeromodelli e i sistemi aeromobili a pilotaggio remoto, dunque, risiede proprio nella capacità dei secondi di volare in maniera autonoma e di svolgere operazioni specializzate, come per esempio i video. In particolare, il Regolamento definisce le operazioni specializzate come «le attività che prevedono l’effettuazione, con un SAPR, di un servizio a titolo oneroso o meno, quale ad esempio: riprese cinematografiche, televisive e servizi fotografici, sorveglianza del territorio o di impianti, monitoraggio ambientale, impieghi agricoli, fotogrammetria, pubblicità, addestramento». È sufficiente, pertanto, che il drone possegga una fotocamera, non importa se per fotografare, catturare video o sorvegliare un’area, o un sistema di volo automatico (per esempio, sistemi di return-to-home o di tracking del soggetto, ecc.) affinché il velivolo ricada nella categoria degli SAPR. Questo significa che tutti i droni DJI, per esempio, ricadono nella categoria dei sistemi aeromobili a pilotaggio remoto.

Quando è richiesto il brevetto pilotaggio droni

Perché la distinzione fra aeromodelli e sistemi aeromobili a pilotaggio remoto è così importante? È importante perché il Regolamento mezzi aerei a pilotaggio remoto, in particolare all’Articolo 8, prevede che i SAPR siano dotati di un sistema di identificazione «attraverso l’apposizione sul mezzo aereo di una targhetta riportante i dati identificativi del sistema e dell’operatore». La stessa targhetta identificativa dovrà essere apposta anche sulla stazione di terra. Inoltre, come stabilito dal comma 7 dello stesso Articolo 8, i SAPR «devono essere condotti da un pilota in possesso del riconoscimento della competenza in stato di validità». In altre parole, per i sistemi aeromobili a pilotaggio remoto è previsto un brevetto pilotaggio droni.

Esiste, tuttavia, un’altra discriminante: la massa del drone. A seconda della massa al decollo, infatti, il Regolamento dell’Enac dispone se l’operatore deve essere in possesso di Attestato di pilota di APR:

  • droni con peso inferiore ai 0,3 chilogrammi: non è previsto Attestato, ma il pilota deve comunque garantire l’osservanza delle regole di circolazione previste dal Regolamento;
  • droni con peso compreso fra 0,3 e 25 chilogrammi: il pilota deve essere in possesso di Attestato, rilasciato da idoneo Centro di addestramento;
  • droni con peso superiore ai 25 chilogrammi: è previsto che il pilota possegga l’Attestato, ma anche la Licenza di Pilota di APR.

Compreso quando il pilota deve essere in possesso di una patente droni, capiamo cos’è l’Attestato di Pilota APR e quali sono i requisiti per l’ottenimento.

classi di droni

L’Attestato di Pilota di APR

Il Regolamento mezzi aerei a pilotaggio remoto stabilisce, fra le altre cose, anche i requisiti per l’ottenimento dell’Attestato di Pilota di APR, definito anche brevetto drone. Questo, in primo luogo, deve essere conseguito presso un Centro di Addestramento APR autorizzato. Per quanto riguarda l’operatore, oltre ad avere almeno 18 anni, questo deve conseguire l’idoneità psicofisica rilasciata da un Esaminatore Aeromedico. Inoltre, l’aspirante pilota deve acquisire la conoscenza delle regole dell’aria, delle cognizioni aeronautiche di base, della sicurezza. Alla parte teorica, poi, il corso prevede anche un programma di addestramento sulla classe di drone per cui l’operatore intende abilitarsi. Infine, l’aspirante pilota dovrà superare un esame pratico presso lo stesso Centro di Addestramento.

La Licenza di Pilota di APR

Come detto precedentemente, per il pilotaggio di velivoli con massa maggiore o uguale a 25 chilogrammi, oltre all’Attestato di Pilota di APR, è richiesta anche la Licenza di Pilota di APR. Per ottenere la Licenza, in questo caso, il Regolamento stabilisce le stesse procedure in uso per il rilascio di altre licenze per il personale di volo. In particolare, per quanto riguarda l’idoneità psicofisica, il pilota dovrà ottenere un certificato medico di terza classe in corso di validità. L’aspirante pilota, inoltre, dovrà dimostrare adeguate conoscenze aeronautiche di base e la capacità di conduzione dell’APR, in base a specifici corsi condotti presso i Centri di Addestramento APR.

Questo, a grandi linee, è tutto quanto occorre sapere per l’ottenimento del brevetto pilotaggio droni. Per tutto il resto, poi, è buona norma far riferimento al Regolamento mezzi aerei a pilotaggio remoto precedentemente citato, in particolar modo all’aggiornamento più recente disponibile. In alternativa, provate a rivolgervi al Centro di Addestramento APR più vicino a voi, per ottenere tutte le informazioni necessarie per l’ottenimento del vostro patentino per drone.

Scritto il 03/01/2019 Drone 832